Intervista a “Il Borghese”
Intervistato dal Dott. Fabio Torriero – su Sky canale 897 dell’editore Luciano Lucarini – l’On. Pino Palmieri unitamente all’On. Mario Brozzi e l’On. Sergio Marchi, ha “tirato le somme” del passato 2011 e le speranze sul neo nato 2012 rispondendo alla domanda cosa buttare cosa salvare.
Buttare la schizofrenia italiana del “tutto va bene” berlusconiano e “tutto va male” montiano; gettare gli indignados contrari alla casta politica ma non certo a quella tecnica; cestinare la politica dettata dai giornali e non dalla base popolare. Pino Palmieri discredita pure l’euro perché gestito da enti finanziari, dimostrando di essere fallimentare, perché non solo non ha prodotto il federalismo ma ha annullato anche il senso dello Stato. Infine butta il metodo di gestione del nostro Paese.
Del 2011 ben poche cose si salvano, tra tutte primeggia il 150° dell’Unità d’Italia sentito ed amato oltre le aspettative; l’orgoglio di un certo tipo di classe dirigente che, indefessa, continua a lavorare pensando ai cittadini.
Invece sono tante le speranze per questo 2012 che cerca di aprirsi rinvigorito di ottimismo, quasi che la pausa natalizia abbia agito da rilassante e propiziatoria voglia di fare. E se Brozzi augura per la sanità la caduta dell’unica roccaforte pubblica rimasta, Marchi auspica un recupero della credibilità della politica perché non c’è alternativa alla democrazia se non scadere nella dittatura o nella peggiore tecnocrazia. Palmieri spera che il 2012 porti oltre che alla certezza della pena pure la certezza della detenzione, visto che il 40% dei detenuti reitera il reato. Ma il Dott. Lucarini si inserisce nel dibattito ed a bruciapelo fa notare agli ospiti che durante le festività, mentre i politici erano impegnati in una pausa di riflessione e si “ricaricavano”, c’è chi ha lavorato alacremente, tappezzando Roma con manifesti di una neo nata Società Civile: cos’è? domanda.
Pino Palmieri afferma che è un’originale iniziativa di cittadini che hanno voglia di fare politica innovativa; Brozzi aggiunge che è un nuovo partito, un attrattiva per tutte quelle persone che non si sentono rappresentate sul territorio. Cittadini che si reputano alternativi, considerandosi un valore aggiunto rispetto agli astensionisti, ai sfiduciati, ai nauseati. La gente ha necessità di comunione, di ricompattamento del tessuto sociale, di tornare ad avere un concetto insiemistico di società: giovani, anziani, servizi. Insomma, taglia corto Palmieri, sono persone che vogliono risposte certe seguite dai fatti, non filosofia e contenitori vuoti. L’On. Marchi ammette che mai come in questo momento c’è una crisi di rappresentanza tra politica e cittadinanza, tuttavia reputa che i movimenti civici possono essere una linfa in più, marciare parallelamente alla politica ma non possono certo ad essa sostituirsi, prerogativa demandata ai partiti. Per il Pdl ed il centro-destra augura un rinnovamento forte che spera possa venire dai giovani, portatori si valori sani e comportamenti scevri da logiche di palazzo.








