Palmieri “sfiducia” il Pdl e la Polverini

Il consigliere prosegue con la sua ‘Operazione Verità’ sulla Regione Lazio e all’Agir su Alfano dice: “Non mi convincono le sue dichiarazioni”.

Il consigliere della Lista Polverini Pino Palmieri (nella foto) sta terminando il proprio mandato presso la Regione Lazio rinunciando al vitalizio. Lo ha annunciato lo scorso mese e ha fatto subito notizia tanto da finire intervistato a Ballarò nella puntata sugli scandali regionali.
In aspettativa dal Corpo della Guardia di Finanza per poter espletare l’incarico alla Pisana, il Maresciallo Capo Palmieri non si è mai adattato troppo facilmente al sistema regionale. Prova ne è che tra febbraio e marzo di quest’anno era entrato in rotta di collisione con la stessa Polverini, reo di aver dato quasi vita – insieme ad altri 3 consiglieri della Lista – ad un movimento civico chiamato ‘Società Civile’ che forse oggi lo avrebbe salvato dallo tsunami che sta travolgendo tutti mettendolo “al riparo” del gruppo misto. Ma non solo. Nel Luglio 2012 (prima dello scandalo “Fiorito”) si dimise dal Comitato di Controllo Contabile sollevando delle polemiche. Secondo Palmieri il Comitato era concepito ed organizzato in modo tale che “non serviva a nulla”. Sono successivi gli articoli di giornale che definiranno questo organo una farsa. Un politico ruspante insomma, senza troppi peli sulla lingua e ambizioso quanto basta per sospettare che proseguirà l’attività politica. Magari nell’amministrazione comunale…

Leggiamo della sua iniziativa ‘Operazione Verità’ per raccontare i due anni in Consiglio. Qualcuno deve tremare? Ricordiamo che con i colleghi consiglieri Brozzi, Saponaro e Abate avevate tentato di costituire un vostro movimento civico ‘Società Civile’ arrivando quasi allo strappo con la Polverini (che sembrava ormai scontato). Poi nulla…
Mi sono sentito in dovere di far conoscere alle persone la mia attività all’interno del Consiglio Regionale. Mi è capitato di essere andato in Aula a votare provvedimenti che il mio gruppo non aveva mai discusso. Il confronto come optional non va bene…
Per quanto riguarda Società Civile era un’associazione che stava portando avanti delle iniziative per coinvolgere professionisti e gente comune nel mondo della politica ed eravamo stati individuati come rappresentanti in quanto provenienti anche noi dal mondo del lavoro. Mi sono reso conto più tardi che io solo ero molto convinto; poteva essere un momento di aggregazione al di fuori dei partiti che, all’epoca, erano spendibili sul territorio. Ma poteva soprattutto rappresentare quel valore aggiunto per avvicinare la gente alla politica. Fallì perché qualcuno ci mise del suo. I miei compagni di viaggio per svariati e incomprensibili motivi non hanno proseguito il progetto.

Ha rinunciato al vitalizio. Già il 5 luglio si era dimesso dal Comitato di Controllo Contabile. Cosa l’ha indotta a fare queste scelte?
Dal primo momento che sono stato eletto sono stato molto critico con il Comitato di Controllo Contabile. Più di una volta ho espresso il mio voto contrario rispetto a quanto mi veniva sottoposto. Facendo parte della maggioranza e stando in una struttura politica, diciamo così, la ragion di Stato superava quella personale. Per senso di responsabilità anche se di responsabilità poi mi sono reso conto ce n’era poca.
Con svariate relazioni ho presentato osservazioni al Comitato, consegnate al Presidente e agli uffici preposti. Parlo di criticità non solo legate ai rendiconti dei gruppi – che sono lo 0,3% del rendiconto generale della Regione Lazio – ma di bilanci approvati senza revisori dei conti che è l’organo di garanzia, di voci anomale all’interno dei bilanci come per esempio una casta di svariati milioni di euro nelle agenzie regionali come anche di residui passivi e attivi per miliardi di euro… Ho una vaga sensazione, ma nulla di più, che probabilmente una gran parte di questi residui attivi non verranno mai riscossi… Comunque non ricordo specificamente tutto ma faccio relazioni, le protocollo e le consegno. Quindi ho tutto. Per me non bastava prendere atto dei bilanci, ma questi dovevano essere corredati da pezze d’appoggio. Se non hai un quadro generale supportato da questi elementi come fai ad esprimere pareri? La cosa che ingannava, anche me da novizio della politica, è che sentir parlare di Comitato di Controllo Contabile faceva già pensare ad un organo di vigilanza appunto. Ma è solo una denominazione, l’ho potuto verificare presto. Forse è l’organo più politico delle Commissioni.

Come vanno i rapporti con la Polverini? Proseguirà al suo fianco la tua attività politica?
Oggi che sono saltati i partiti e le ideologie devo trovare delle persone che hanno i miei stessi valori. Attualmente all’interno del Consiglio regionale avrei difficoltà ad individuare qualcuno.
Anche se ci sono persone capaci e competenti, cerco di inserirmi in un contesto che possa riprendere i valori della mia vita: famiglia, spirito di servizio, senso delle istituzioni…
Ho cercato di affrontare questi due anni e mezzo con il temperamento acquisito in 25 anni di amministrazione nel comparto sicurezza. I risultati molte volte li ottieni non perché lo Stato ti mette nelle condizioni di raggiungerli ma perché la tua caparbietà ti porta a raggiungerli.

Ripetiamo la domanda. La Polverini? Il suo futuro è all’interno di Città Nuove o no?
No. Ti ripeto che il mio futuro è all’interno di un gruppo che abbia i miei stessi valori… Abbiamo creato un’aggregazione, molte persone provengono dal mio comparto, altre dalla società civile, stiamo lavorando ad un progetto per creare un contenitore che possa avere all’interno gente comune e che va oltre Città Nuove e l’esperienza regionale.

All’iniziativa di Luciano Ciocchetti ‘Moderati per la terza fase’ lei ha partecipato… Sta guardando al Centro?
Luciano Ciocchetti è persona capace e competente. Il Piano casa è uno strumento che la gente chiedeva. Ciocchetti ha il merito di aver colto questa necessità. L’ho seguito anche a Milano quando lo ha presentato. Se vengo invitato partecipo, se si parla di sviluppo del territorio a maggior ragione. Sono ancora consigliere e la mia attività è quella politica.
In Italia quando fai qualcosa ce ne sono 100 che giudicano e spesso questi hanno la competenza per bloccare alcune situazioni. Il Piano Casa è un successo anche per questo, ha superato le barriere delle ostilità.

Si vocifera che la Matone, magistrato di nota fama, potrebbe essere la candidata alla Regione Lazio del centro-destra. Quale altro nome le risulta?
Non sono in grado al momento di fare nomi. Ma credo che il futuro governatore debba essere una persona che abbia la possibilità e capacità di esprimere una sorta di pace sociale, perché qui è una guerra continua.

Una figura tecnica?
Mah… diciamo una persona che conosca in modo approfondito i temi di gestione di una Regione così importante. La Matone non la conosco, non posso esprimere alcun giudizio.

I conti della Lista Polverini. Il capogruppo Mario Brozzi ha ribadito il suo ruolo di vice, Palmieri, per le questioni dei fondi in quanto maresciallo della Finanza prima di essere eletto…
Oltre a suggerire il professionista, il commercialista quindi, che doveva tenere la contabilità in ordine, ho dato anche qualche parere se occorreva e delucidazione sulle procedure. Il potere di firma, si sa, è in capo al capogruppo.

Il Pdl. Cosa ha sbagliato e che ne pensa delle primarie…
A Berlusconi imputo un solo peccato grave. Il Presidente non è riuscito a creare una classe dirigente competente e capace. La dimostrazione è quanto avvenuto nella Regione Lazio.
Non lascia in eredità figure valide. A parte qualche eccezione che vive la politica con spirito di sacrificio come Maurizio Gasparri con cui ho un ottimo rapporto. Ma dobbiamo prendere atto che tutti pagheranno delle conseguenze. Per quanto riguarda le primarie non mi convince nessuno, è il solito vecchiume.

Neanche Alfano la convince?
Non mi piacciono le sue dichiarazioni. Qualche tempo ne ho sentito una che informava sulla necessità di mettere tre saggi per definire come sarà fatta la lista nel Lazio.
Sono stato un tesserato del Pdl ma non è mia intenzione rinnovare la tessera. Io non ho avviso di garanzia né sono stato condannato e non mi sembra che il partito non abbia avuto bisogno di tre saggi per votare la non procedibilità d’arresto a gente che ha le ordinanze di custodia cautelare in Parlamento. Un peso e due misure come al solito. Io i saggi lo metterei per chi ha ordinanze d’arresto e altro. Per quanto mi riguarda per ora sul territorio non vedo questa grande classe dirigente che può amministrare al meglio.

Non crede nel ricambio del Pdl dunque…
Finché si parla di riforma elettorale per garantire i soliti noti no. Nessuno parla invece di recuperare quel 53% che non ha votato in Sicilia… Ci sono uomini che hanno creduto nella democrazia di questo Paese e nelle Istituzioni e che hanno perduto la vita per questo e sentire ancora oggi persone che continuano a lavorare solo per garantire la propria sopravvivenza politica nonostante i problemi del Paese mi addolora profondamente.

Le elezioni regionali si terranno il 10 e 11 febbraio. Si ricandida?
Non lego il mio futuro politico alla poltrona. Continuerò e se non avrò un ruolo all’interno di un’Assemblea come la Regione, o altri enti territoriali, posso assicurare che mi impegnerò ancora di più. Oggi comunque preferirei impegnarmi in un’amministrazione comunale, là potrei mantenere il contatto con la gente. Approdare in Regione è stato come approdare a San Marino. Una realtà a parte. (m.m.).