INTERVISTA A “IL BORGHESE”

La trasmissione televisiva condotta dal Dr. Lucarini ha visti come ospiti oltre all’On. Pino Palmieri, anche l’On. Domenico Scilipoti, leader MNR e l’On. Antonio Razzi.

Per  “riscaldare” subito l’ambiente il conduttore ha scelto come argomento d’apertura “le liberalizzazioni del Governo Monti”.

Scilipoti risponde come un fiume in piena, affermando che questo non è un governo tecnico, specificando che, tra l’altro, questa tipologia è una caratteristica squisitamente italiana, non esistendo in nessuna parte del mondo un governo tecnico; tuttavia si intuiscono i motivi per cui la nostra nazione avesse bisogno di questa categoria, però rimane convinto che si tratti di un colpo di Stato, di un gruppo di persone che non rappresentano gli italiani perché non sono stati da loro eletti e, tanto meno, stanno facendo gli interessi dei cittadini. Scilipoti lamenta i 116 miliardi di euro che le banche hanno ricevuto dalla BCE e che non stanno distribuendo a favore né delle piccole e medie imprese né a favore delle famiglie. Accusa i politici di non parlare della perdita dell’Italia della sovranità monetaria e si rammarica di aver perso la Terza Guerra Mondiale scatenata dalla Germania. Soprattutto è preoccupato per la sfiducia che il popolo sta dimostrando verso la politica e verso i politici.

Il dr. Lucarini, si rivolge all’On. Pino Palmieri, chiedendogli nel nuovo movimento Società Civile e se, al pari di Città Nuove della Polverini, sarà un futuro partito politico.

“La lista Polverini” – spiega Palmieri – “ nasce per dare un contributo aggiuntivo di voti al PDL, ma noi tutti venivamo dalla società civile. In questo momento di sfiducia e di crisi cominciano a crearsi delle iniziative su cui però il partito non da indicazioni. Per le persone c’è bisogno di chiarezza e si avverte anche la necessità di rilanciare una linea di partito, ma tali linee oggi sono attribuite ad un governo tecnico che, tuttavia,  non sembra più andare verso il programma stabilito, ovvero quello federalista. In questa confusione si rilevano due grandi problematiche: una specificamente politica ed una riguardante l’elettore. Per la prima io credo che i partiti si debbano riappropriare della propria agenda e non subire il diktat della stampa, ormai fossilizzata sui stessi personaggi, che passano dalle stesse trasmissioni e dicono praticamente nulla, discutono dei loro vitalizi invece delle esigenze dei cittadini. Per la seconda, sono proprio i cittadini, quella parte di elettori che pur non essendo iscritti a partiti politici vogliono partecipare alla politica. Ecco, Società Civile raccoglie proprio tutti coloro, quelli disaffezionati al voto ma che non si lasciano mettere all’angolino, sono le persone che gridano contro gli sperperi e che si rifiutano di avere un governo autorizzativo. Per cui per rispondere chiaramente alla sua domanda Società Civile non è un partito politico, è uno strumento messo a disposizione del cittadino per far ‘salire’ verso i politici le vere esigenze della gente. E si guardi bene, le istanze sono sempre le stesse, legalità e trasparenza.”

Abbiamo saputo – chiede Lucarini – che lei ha fatto una legge sugli appalti pubblici?!

“Non è una legge, ma una proposta di legge che ho presentato in Consiglio regionale titolata Sistema Unico di Controllo degli appalti rientranti nell’ambito della competenza della Regione Lazio. Il suo scopo è quello di monitorare e far confluire i dati in un’unica banca dati così da tenere sempre sotto controllo la spesa, prevenire eventuali infiltrazioni criminali con subappalti e lavoro nero e dai cui è possibile partire per attività investigative.”

Onorevole, ma perché la Regione Lazio tarda a pagare i propri creditori?

“Perché quelli che governavano prima di noi, hanno emesso mandati senza avere i soldi! Comunque è un comportamento di tutta la Pubblica Amministrazione. Lo Stato è diventato un cattivo pagatore e gli imprenditori seri non ci vogliono più lavorare. Questa pessima abitudine abbraccia le Regioni, ma anche Province e Comuni”.

A proposito Palmieri, ma sull’abolizione delle Province? Incalza Lucarini.

“Guardi, lo dico contro il mio stesso interesse, è preferibile ridurre le Regioni ma assolutamente no i consiglieri comunali e provinciali, perché li ritengo gli unici che lavorano veramente sul territorio ed a stretto contatto con i cittadini.”