Corruzione, Palmieri: “quello che le istituzioni tardano a vedere”. Pubblicato su eccolanotiziaquotidiana.it

Prima il monito della Corte dei Conti sul dilagare di corruzione, criminalità ed illegalità. Poi le chiacchiere su un sistema di malaffare che neanche tangentopoli ha mai fermato.
Così siamo arrivati a 180 miliardi di euro sottratti allo Stato tra evasione e corruzione.
Pur onorandomi di far parte delle istituzioni  (e tutti conoscono la storia della Lista Polverini, un gruppo di professionisti della società civile catapultati in politica) individuo le colpe non negli italiani a cui mancherebbe il senso della res publica, quanto piuttosto in chi gestisce ciò che è pubblico. Occorre, oggi più che mai, cambiare se stessi, cambiare visione in rapporto al proprio dovere e ascoltare meglio e più a lungo le istanze della cittadinanza. Cittadinanza che sovente è stata più lungimirante dei suoi amministratori. Per farsi ascoltare si è riunita più volte in tutte le forme associative che la legge consentiva. “L’uomo della strada”, diciamo così, non è più quello di vent’anni fa. Sbagliano molti politici che ci si rapportano come ci si rapporta al vecchio. Il malaffare, la furbizia, gli intrallazzi sono ormai lezioni apprese per tutti. I giovani, quei pochi che riescono a varcare le porte delle istituzioni non possono esprimersi a 360° nella loro voglia di rinnovamento rimbalzando sempre su vetuste mura di gomma.
Il Presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino ha ricordato che in Parlamento è “fermo” un disegno di legge anti-corruzione. Io voglio aggiungere che in Regione Lazio giace una mia proposta di legge, il “Sistema Unico sugli Appalti”, tesa a garantire la razionalizzazione e la trasparenza relativa agli appalti pubblici regionali. Lo scopo è quello di prevedere la raccolta ed elaborazione dati su bandi ed avvisi di gara, aggiudicazioni ed affidamenti, imprese partecipanti, impiego della manodopera e relative norme di sicurezza, costi e scostamenti rispetto a quelli preventivati, tempi di esecuzione e modalità di attuazione degli interventi. L’idea della proposta nasce ancor prima che dal dovere istituzionale dal senso di legalità e dalla consapevolezza che anche i gesti positivi  possono essere emulati.
Peccato che questo tipo di fotografia italiana le istituzioni non la vogliono proprio vedere.

Pino Palmieri
(vice capogruppo Lista Polverini al Consiglio Regionale del Lazio)

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